Al New York Botanical Garden una mostra d’arte mette in evidenza la nostra moderna dipendenza dalle piante e la necessità di conservarle
Mettetevi a parlare di piante medicinali e nella maggior parte dei casi evocherete nei vostri interlocutori immagini di personaggi discutibili che maneggiano unguenti e tinture, praticando qualcosa di più simile alla stregoneria che alla scienza.Tuttavia, limitandosi a dare un’occhiata ai soli moderni trattamenti contro le malattie oncologiche, è sbalorditivo quanti dei composti medicinali che vengono utilizzati siano stati inizialmente scoperti nelle piante. Tanto per citarne alcuni:
- la vinblastina e la vincristina, componenti principali di farmaci ampiamente usati, sono composti anti-mitotici usati per trattare leucemie, linfoma di Hodgkin, tumore ai polmoni e altre forme neoplastiche. Ebbene entrambi sono stati isolati negli anni ’50 dalla vinca rosea (Catharanthus roseus), una pianta originaria del Madagascar;
- il tassolo, un’altro inibtore della mitosi, usato efficacemente nel trattamento di tumori al seno, alle ovaie e ai polmoni, è stato scoperto dalla moderna medicina nella corteccia del tasso del Pacifico (Taxus brevifolia) nel 1967;
- la podofillotossina, il principio attivo dell’etoposide fosfato, in grado di contrastare patologie come sarcoma di Ewing, carcinoma embrionale del testicolo e linfoma maligno, viene prodotta dal podofillo (Podophyllum peltatum), una pianta erbacea nordamericana.
Il dottor Michael Balick, esperto di etnobotanica, etnomedicina e piante medicinali del New York Botanical Garden, ci spiega che al mondo esistono forse più di 200 mila specie di piante superiori e che per ora solamente poco meno del 5 per mille di queste è stato completamente e approfonditamente studiato per il suo contenuto di potenziali composti utili alla chimica e alla medicina. Come si può immaginare, sarebbe necessario uno sforzo fenomenale per eseguire analisi mirate e test su tutte le specie esistenti. D’altra parte, pensando alla quantità di principi attivi che siamo riusciti a ottenere studiando solo il 5 per mille delle piante superiori esistenti, è anche facile comprendere che tale investimento e impegno porterebbe dei risultati enormi.
Il dottor Balick ha partecipato alla selezione di 43 opere che è possibile ammirare a partire dal 20 aprile nella nuova esposizione di arte botanica al New York Botanical Garden, intitolata “Green Currency: Plants in the Economy” (Moneta verde: le piante nell’economia). Gli autori sono tutti artisti della Società Americana di Artisti Botanici. La mostra, attraverso la bellezza delle rappresentazioni, porta all’attenzione del pubblico studi realistici mozzafiato delle piante da cui le persone più o meno consapevolmente dipendono tutti i giorni e inoltre mette in evidenza alcuni “lati oscuri” dell’impiego di certe piante di uso comune, come il luppolo e la marijuana.
Osservare opere che ritraggono l’enorme impatto che le piante hanno su tutti gli aspetti della nostra vita, dal cibo alla medicina, dal tempo libero all’indutria tessile e chimica, fa passare in maniera forte e diretta il messaggio che le piante e gli ambienti da cui provengono rappresentano ancora parti molto importanti della nostra vita. Quindi, conservare, considerare con il giusto valore e usare in maniera sostenibile le piante e i loro habitat è una questione vitale per l’uomo.
Balick ha dedicato la sua vita a trovare, raccogliere e studiare piante medicinali originarie di ogni parte del mondo con lo scopo di fornire risorse mediche a comunità umane che non hanno possibilità di affidarsi a un sistema sanitario strutturato. Mentre lavorava sull’isola di Pohnpei, nell’oceano Pacifico, ebbe l’occasione di notare che pazienti malati di colera e di infezioni diarroiche erano spacciati appena i medici esaurivano i farmaci disponibili, mentre la pianta che era sempre stata usata tradizionalemente come efficace trattamento continuava a crescere rigogliosa, ma inutilizzata tutto intorno alla clinica. Attualmente il suo obbiettivo consiste nell’integrare le terapie farmaceutiche più moderne con le terapie tradizionali la cui efficacia è supportata da evidenze scientifiche, così da rendere queste isole più autosufficienti e abbassare i costi per i loro sistemi sanitari. Con questo spirito il dottor Balick e i suoi colleghi, nell’agosto del 2010, hanno pubblicato un manuale basilare di cura della salute, un testo di riferimento per la regione del Pacifico, che fornisce le linee guida per l’utilizzo terapeutico di medicinali derivanti da piante tradizionali.
Chi si dovesse trovare a New York in questo periodo non si faccia dunque sfuggire la preziosa opportunità di visitare una mostra fuori dal comune, che coniuga arte, scienza e tecnologia.
Fonte: the-scientist.com
Approfondimenti...
Agrigento - Venerdì 30 marzo alle ore 17 a Palazzo dei Filippini (Via Atenea, n. 272) sarà inaugurata la mostra “Carta bianca” di Tommaso Chiappa, a cura...
Il Più grande di Taiwan evento annuale di arti vanta una vasta gamma di artisti nazionali ed internazionali che si esibiscono in danza, teatro...
Gli innesti sulle piante sono un modo per migliorare la varietà della pianta su cui si esegue l'innesto, migliorandola la pianta acquista valore e in molti...
Siracusa - Sabato 3 dicembre 2011 alle ore 18 nella Galleria Quadrifoglio arte contemporanea (Via SS. Coronati 13) sarà inaugurata una personale di Franco...
Siracusa - Sabato 3 dicembre 2011 alle ore 18 nella Galleria Quadrifoglio arte contemporanea (Via SS. Coronati 13) sarà inaugurata una personale di Franco...

