La nuova strategia di Pdl e Lega per vincere ai ballottaggi è chiara a tutti quelli che seguono un po’ la politica su giornali e Tv soprattutto.
La definirei “strategia del terrore”. Hanno smesso di demonizzare l’avversario per cominciare a infondere paura tra la gente. Eminenti esponenti del Pdl, campeggiano in programmi televisivi, da Lupi a Gasparri, passando per i leghisti Tosi e Salvini per spiegare quale orrore sarebbe eleggere sindaco l’esponente politico della Sinistra!
Ed è nella famosa pagina 27 del programma di Pisapia, dove secondo gli esponenti del Pdl e Lega, si cela il terrore che dovrebbe pervadere la città di Milano. Il tutto riassunto in 4 punti chiave.
- Milano sarà una Zingaropoli.
- Registro delle unioni civili
- Costruzione della moschea
- Riduzione della sicurezza.
Sara’ vero? Io osservo che è molto strano che esponenti del Pdl-Lega spieghino il programma degli avversari e non spieghino il loro!
Ma intanto per sapere se è vero quello che dicono mi sono andata a leggere la famosa pagina 27 che riporto sotto. A voi farvi un’idea!
Immigrazione non è illegalità – Il laboratorio di via Padova Milano deve essere una città nella quale i diritti fondamentali – diritto alla qualità della vita, al lavoro,alla salute, alla casa, all’educazione, alla libertà di culto, alla propria cultura, alla sicurezza – sianoriconosciuti a tutti i cittadini, quelli di origine italiana e quelli di altre nazionalità.
In via Padova si è creato un vero e proprio laboratorio sociale, per le sue caratteristiche uniche:
lunghezza, multietnicità, rete commerciale, centri di iniziativa culturale, tessuto popolare storico,
operative, chiese e oratori, tante associazioni. Da quella esperienza sono nate idee e proposte che
possono essere utili in tutta la città per sperimentare soluzioni condivise.
• Indagine sulla composizione etnica, sociale e culturale degli insediamenti e monitoraggio continuo delle condizioni di vita e lavoro, anche come misura di prevenzione di situazioni di disagio e marginalità, a partire dal lavoro nero e dalle condizioni di convivenza;
• promozione di coinvolgimento delle comunità, realizzazione di luoghi di partecipazione e consulenza per casa, lavoro, educazione, assistenza e salute;
• promozione di strumenti che aiutino le donne immigrate nella gestione della genitorialità a distanza e per migliorare la gestione del ricongiungimento
• raccordo tra i soggetti associati e punti di ritrovo pubblici e privati, progettazione e
conduzione di eventi; particolare attenzione alle attività sportive anche di tipo agonistico, come alternativa alle bande giovanili;
• servizi di mediazione linguistica e culturale a sostegno degli operatori istituzionali (scuole, banche, amministratori, forze dell’ordine;
• cartellonistica e istruzioni plurilingue per gli adempimenti della vita ordinaria, dalla raccoltadei rifiuti all’educazione stradale;
• campagna di insegnamento dell’italiano in particolare per le mamme;
• specifica campagna per l’arredo urbano e la buona condizione degli spazi pubblici (parchi, giardini, piazze di quartiere);
• campagna di sostegno agli anziani
• mediazione dei micro conflitti, prevenzione per una effettiva sicurezza di tutti: illuminazione pubblica, quartiere che vive, tecnologie per controllo remoto, cooperazione tra forze dell’ordine e vigilanza di quartiere;
• modifica della legge che vieta la partecipazione ai concorsi pubblici ai cittadini stranieri, introducendo invece il requisito di residenza/permesso di soggiorno. (conduttori di mezzi pubblici, tassisti ed in genere sportellisti pubblici fanno molto più per l’integrazione di
qualsiasi altro sistema, come anche poliziotti, vigili del fuoco, ecc.)
Sono tutte proposte che si rivolgono e producono effetti su tutte le fasce della popolazione: il loro valore – e il nostro punto di vista – è che se la città funziona bene, ogni problema può essere risolto
positivamente. Riteniamo, ad esempio, che la realizzazione di un grande centro di cultura islamica che comprenda, oltre alla moschea, spazi di incontro e aggregazione, possa essere non solo l’esercizio di un diritto, ma anche una grande opportunità culturale per Milano.
Il punto essenziale è uscire dalle logiche che portano inevitabilmente alla creazione di ghetti etnici.
Anche nei confronti dei Rom, come mostrano una serie di esempi positivi, è possibile fare passi avanti, innanzitutto perché nella maggioranza dei casi si tratta di cittadini italiani o comunitari. E’ deltutto evidente che vanno contrastate le forme di sfruttamento dei minori e le attività illegali. Ma
questo non è in alcun modo di impedimento per politiche positive: è possibile affrontare il problema
della casa – guardando per esempio alle esperienze di autocostruzione; facilitare attività legali di
artigianato e intrattenimento musicale, impegnarsi per la frequenza dei bambini a scuola e
preparare l’uscita dalla esperienza comunque negativa dei campi.
Lotta al consumo e allo spaccio di cocaina
Analizzando i dati relativi ai procedimenti penali in corso, lo spaccio di stupefacenti ed in particolare
di cocaina ha avuto negli ultimi anni una pericolosa impennata, con un impatto sociale che ricade
anche e soprattutto in molti profili di competenza per l’amministrazione della città.
La criminalità chiama altra criminalità, oltre che a generare comportamenti devianti, come lo sono certamente i furti e la prostituzione che in moltissimi casi sono legati all’acquisto di cocaina. Inoltre la diffusione di questa pericolosa sostanza tra i giovani comporta scarso rendimento scolastico e difficoltà nel mantenimento di comportamenti sociali adeguati.
Politiche per favorire un equilibrato sistema di sicurezza
Le politiche securitarie della giunta Moratti sono state realizzate anche distogliendo risorse umane ed economiche da altre funzioni che hanno comunque a che fare con la sicurezza, certo intesa in un’accezione più ampia ma anche più vicina alla quotidianità dei cittadini e delle cittadine (sulle strade, in ciò che si acquista o si consuma, ecc.). Per questo vanno ridefiniti i compiti della Polizia Locale, sgravandola da tutti i compiti di pubblica sicurezza che le sono stati attribuiti in questi ultimi anni, restituendole risorse per l’attuazione delle sue funzioni tradizionali (gestione di traffico e
viabilità, polizia annonaria) e rafforzando ed innovando figure-chiave per aumentare la vivibilità urbana come quella del ‘Vigile di quartiere’ e di altre figure di prossimità.
Sostegno e tutela dei cittadini vittime della criminalità, Osservatorio permanente “criminalità diffusa”
Creazione di un ufficio che si occupi del sostegno ai cittadini vittime della criminalità,
accompagnandoli in tutto il percorso legale e sociale, compreso il conforto solidale e psicologico.
Potenziamento dei servizi per la “Mediazione sociale e penale” che svolgono una importante attività di prevenzione, sostegno e trattamento della conflittualità e delle condotte violente.
Costituzione di un tavolo permanente formato dalle forze sociali più impegnate nel presidio del territorio, per monitorare le situazioni ambientali a rischio e programmare progetti e interventi mirati.
Fonte: blog.libero.it
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