E’ una vera e propria Caporetto quella che si è materializzata oggi per l’alleanza tra PDL e Lega Nord all’esito dei ballottaggi per l’elezione di numerosi Sindaci e Presidenti di Provincia.
A Milano ha vinto Pisapia, a Napoli ha vinto De Magistris e ovunque, fatte salve rare eccezioni, i candidati del centro-sinistra hanno avuto la meglio: da Cagliari a Novara, da Grosseto ad Arcore, da Trieste a Gallarate.
Berlusconi aveva voluto politicizzare al massimo questa tornata di elezioni amministrative e Berlusconi ha perso. Il PDL appare adesso come un partito (ammesso che tale sia) confuso e smarrito, dilaniato dalle varie anime che lo compongono. L’arroganza con la quale sono stati trattati gli ex-alleati Casini e Fini e l’eccessiva accondiscendenza nei confronti della Lega non hanno premiato. La mancata realizzazione, da parte del Governo, delle promesse elettorali (prima fra tutte la riforma fiscale), le politiche economiche recessive e la latitanza di scelte coraggiose in grado di favorire lo sviluppo sono state giudicate molto severamente dagli elettori.
Per parte sua, la Lega Nord (che ora tenterà di addossare la responsabilità della sconfitta unicamente sull’alleato) esce fortemente ridimensionata da queste elezioni. La spinta propulsiva si è arrestata, il calo di voti è notevole , alcune sconfitte sono particolarmente dolorose (Novara e Gallarate), perchè subite da propri candidati. La pretesa di parlare a nome del Nord si è definitivamente infranta.
Dal voto emergono la stanchezza e la disillusione dei potenziali elettori di destra e quindi la necessità di creare su questo versante politico un soggetto che rappresenti veramente i valori di una destra nazionale ed europea, attenta al fattore economia ma non per questo distratta allorchè si tratta di riaffermare valori etici, identitaria e, proprio grazie a ciò, per nulla timorosa di confrontarsi con le altre culture e di affrontare con apertura mentale le sfide del mondo moderno. Una destra che certamente non è rappresentata dall’attuale PDL, nè tantomeno dalla Lega Nord (sempre ammesso, e non concesso, che la Lega possa essere definita un partito di destra).
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