Viviamo tempi nei quali in molti, nel mondo occidentale, con fanciullesco entusiasmo (nella migliore delle ipotesi) oppure in ossequio ad avido calcolo politico e/o finanziario (purtroppo nella maggior parte dei casi), magnificano i progressi e le meraviglie della Repubblica Popolare Cinese, indicandola come esempio da seguire per il rilancio dell’economia, della produzione e del cammino dell’uomo verso sorti sempre migliori.
A margine si potrebbe obiettare che, anche a voler riconoscere i predetti successi (in realtà il presunto benessere continua ad essere sconosciuto a centinaia di milioni di Cinesi), questi vengono realizzati in spregio alle libertà individuali, politiche e sindacali, alla salute e sicurezza sul luogo di lavoro, alla tutela dell’ambiente. Nel XXI secolo non sembra che il gioco possa valere ancora la candela.
Tuttavia, non è questo il punto, anche perchè la discussione porterebbe molto lontano.
Qui si vuole semplicemente ricordare, anzitutto agli entusiasti ammiratori del sistema cinese, che, pur nella censura imposta dalle autorità di Pechino, oggi e domani ricorre il 22° anniversario della strage di piazza Tienanmen.
I fatti sono (o dovrebbero essere) noti: nella primavera dell’anno 1989 un movimento popolare composto da studenti, intellettuali ma anche semplici operai si mobilita contro il regime cinese per chiedere maggiori libertà. Le manifestazioni si susseguono con una partecipazione di popolo sempre più massiccia fino a quando, nella notte tra il 3 ed il 4 giugno, l’esercito irrompe in piazza Tienanmen, dove sono ammassati i dimostranti, e apre il fuoco contro la folla. I morti accertati sono tra i 1000 e i 2500 (dipende dalla fonte), mentre i feriti sono migliaia.
Ancora adesso, dopo 22 anni, in Cina non si può parlare liberamente dei fatti di piazza Tienanmen. All’approssimarsi della ricorrenza i controlli di polizia si fanno più stringenti, le manifestazioni sono assolutemente vietate. Il regime è sempre lo stesso, non è possibile dimenticare.
Chi, invece, ha dimenticato tutto, è il Governo italiano che, proprio oggi, anniversario della strage, ha ricevuto a Roma, in pompa magna, il vice-presidente cinese Xi Jinping.
Complimenti!!
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