Il primo di giugno si è chiusa ogni possibilità di presentare le domande di aggiornamento delle graduatorie da parte degli aspiranti docenti.File interminabili di “profughi” hanno preso d’assalto gli sportelli degli USP. La consegna della speranza, la domanda della speranza. Cosa si attende la categoria docenti dal MInistero della Pubblica Istruzione?
Certo non si può prevedere se le immissioni in ruolo profetizzate dal ministro saranno davvero effettuate nel corso del prossimo biennio scolastico, ma di sicuro gli insegnanti oggi non si sentono per niente tranquilli per il futuro.
É possibile prevedere una scuola fatta di professionisti se il precariato dura decenni? É possibile investire nel futuro della cultura senza dare una svolta imprenditoriale alla scuola pubblica? Il welfare e la Comunità Europea si deve interrogare sulla condizione dei docenti tutti. Il precariato scolastico è fatto di uomini, di giovani che allungano il tempo dell’adolescenza e della convivenza nella famiglia d’origine. I giovani docenti o scelgono l’insegnamento per missione e volontariato o è meglio che cambino mestiere.
La scuola non può, in questo momento storico garantire un reddito certo. É un dato di fatto.
Cosa pensano gli alunni della categoria insegnanti? Tante volte non possiamo nemmeno effettuare un sondaggio tra gli adolescenti che abbia una certa incidenza. L’alternarsi dei supplenti nelle classi ha creato tra gli alunni un diffondersi del flagello del secolo: l’indifferenza. Proprio la scuola, che dovrebbe essere il luogo formativo per eccellenza, l’ambiente di sintesi della “Babele formativa” che si dipana come polipo sulle nostre città, torna a perdere il suo ruolo prioritario spargendo disinteresse e sbandamento.
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