E’ recente la notizia che il numero delle persone obese è il doppio di quelle che soffrono la fame: due milioni le prime contro il milione delle seconde. La cosa dovrebbe farci riflettere! Il problema della fame nel mondo, specialmente nei paesi sottosviluppati è uno dei mali più gravi che l’umanità vive e deve affrontare giorno dopo giorno da secoli. L’obesità, e le malattie ad essa connesse, sono problemi relativamente giovani, ma già possiamo capire dalle statistiche come il fenomeno stia dilagando a macchia d’olio, poiché la malattia si presenta fin dall’infanzia.
Se la globalizzazione ha aiutato a migliorare la qualità dei cibi di alcune zone del mondo, cosa ha portato ad un consumo smisurato di “cibo spazzatura”, in gran parte colpevole dell’aumento sconsiderato e fuori controllo del peso corporeo? Pensiamoci un attimo: in alcuni Paesi, come in America, ad esempio, la cultura del cibo è diversa dalla nostra: i fast food sono ad ogni angolo e fin dall’infanzia rappresentano una delle maggiori attrattive quando si tratta di nutrizione. Olio, grassi, margarine, fritti, salse varie…, panini ultra farciti ingurgitati letteralmente in pochi minuti, perché le pause pranzo sono brevi e il ritmo di vita è sempre molto frenetico. I cibi in commercio sono saporiti, anche i bambini li mangiano volentieri, e gli adulti non pensano a quante calorie contengono, grassi, carboidrati… e portano appetito invece di saziarlo. Praticamente uno tira l’altro, e le persone arrivano a ingurgitare quantità nettamente superiori al loro fabbisogno, mettendo su qualche chilo, che poi porta ad essere grasse e da lì all’obesità il passo è più breve di quanto sembri.
Cambiare le proprie abitudini alimentari non è facile, ci vuole determinazione e forza di volontà; ma determinati cibi divengono una sorta di “droga” di cui l’organismo e la psiche non riescono più a fare a meno, per cui deve essere messa in atto una sorta di disintossicazione, per portare la persona ha mangiare in modo corretto. L’educazione alimentare dovrebbe essere insegnata e curata fin dall’infanzia poiché spesso è lì che iniziano a formarsi le abitudini sia buone che cattive e un regine alimentare corretto aiuta a prevenire problemi anche gravi.
Il cibo è considerato da alcune persone come una sorta di “rifugio”; si mangia non per fame, ma l’input di mangiare serve a compensare una carenza affettiva, un problema psicologico, un disagio sociale…, un modo per “sedare” le emozioni negative riempiendo lo stomaco di tutto ciò che è commestibile fino all’inverosimile. A pancia piena non si pensa, il senso di sazietà “addormenta”, uno può sentirsi appagato e se la cosa funziona una volta, la si ripete e si ripete fino a che non diviene una vera e propria abitudine mangiare a tutte le ore e cercare cose sempre più saportite che - come le ciliege (si dice che una tiri l’altra) – ogni giorno aumentano di dose fino ad arrivare ad una situazione completamente fuori controllo dalla volontà della persona.
L’umanità, non solo dovrà impegnarsi per alleviare la morsa della fame del mondo, ma anche per controllare una nuova problematica, non meno allarmante, l’obesità!
