L’AIDS…

L’argomento che mi ha maggiormente interessato questo anno è stato un argomento di educazione alla salute di cui avevo già sentito parlare in famiglia e in TV: l’ AIDS.
La parola AIDS significa sindrome da immunodeficienza acquisita.
La malattia fu scoperta nel 1981 mentre il virus che ne è la causa fu individuato nel 1983 e venne chiamato HIV.
Una persona può essere portatrice sana cioè può avere contratto il virus ma non è ammalata e quindi non manifesta alcun sintomo.
La malattia può svilupparsi anche dopo 10 anni dalla scoperta della siero positività poiché non tutti gli organismi hanno la stessa capacità di reazione.
I sintomi più comuni della malattia sono: perdita di peso improvvisa e inspiegabile, vomito, diarrea, stanchezza fisica, tosse e febbre persistente, linfonodi del collo e delle ascelle infiammati e dolenti.
Poiché questi sintomi non sono tipici solo dell’ AIDS ma possono essere causati da diverse malattie è necessario eseguire il test per confermare la presenza dell’HIV nel sangue.
L’ HIV indebolisce le difese immunitarie: i globuli bianchi, che normalmente combattono i microorganismi che penetrano nell’organismo, non riescono a farlo più e quindi si è soggetti ad ammalarsi gravemente anche per un comunissimo raffreddore.
Per fare una diagnosi di infezione da HIV bisogna eseguire un prelievo di sangue e vedere se l’esito sarà positivo o negativo.
Il virus si può trasmettere attraverso il sangue, tramite rapporti sessuali non protetti e attraverso il latte materno.
Non si trasmette invece con le strette di mano, parlando al telefono, al bar al ristorante, in piscina, in palestra, usando gli stessi servizi igienici, le posate, gli asciugamani, le lenzuola .
Un rischio di esposizione al virus si può avere: dall’estetista, dal barbiere, dal dentista poiché vengono usati aghi o oggetti taglienti che possono provocare fuoriuscite di sangue.
Per essere tranquilli è necessario andare da persone di fiducia che utilizzano strumenti usa e getta sterili, non scambiarsi spazzolini da denti, aghi, forbicette e limette, evitare tatuaggi fatti da persone non professioniste e, soprattutto, evitare rapporti sessuali a rischio.
Soggetti particolarmente a rischio sono i tossicodipendenti che utilizzano siringhe infette scambiandosele tra di loro e contribuiscono alla diffusione della malattia, potendola trasmettere anche ai figli che diventano vittime innocenti.
In Italia la malattia è purtroppo molto diffusa; rappresenta la seconda nazione dopo la Francia per diffusione del virus, mentre nel mondo il paese più colpito è gli Stati Uniti, seguito da paesi poveri come il Brasile o l’Uganda.
Fondamentale è la prevenzione che è molto facile per le persone sane che debbono osservare poche e semplici norme igieniche per non venire contagiate.
D’altra parte è importante non isolare le persone malate e aiutarle a superare i momenti difficili legati alla malattia .

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