Ce lo ricordiamo bene in Mapei, poi in Fassa Bortolo, poi nel Team CSC, poi nella Saxo Bank e, da quest’anno nel Team Leopard. Fabian Cancellara ha vinto di tutto e di più, rivelandosi subito per quello che è: un vero campione delle crono, capace di fulminare le tappe brevi con medie superiori ai 50 km orari e specialista anche delle grandi classiche, dalla Parigi-Roubaix alla Milano-Sanremo. Chissà se il pubblico che affluiva al nostrano ‘Gran Premio Palio del Recioto’ del 2000 (Under 23) si ricorda bene il vincitore, questo giovanottone che per la sua combattiva tenacia si sarebbe poi guadagnato il soprannome di ‘Spartacus’.
Oggi, il noto campione elvetico di ciclismo, dall’alto dell’alloro olimpico e dei suoi quattro titoli iridati a cronometro -e dopo un decennio d’oro- ha pensato bene di stupire amici ed avversari non già sul pavé, ma sulla cellulosa. “Io voglio scrivere la storia. Questa è la mia motivazione”. E’ il succo del messaggio che Fabian Cancellara lascia in eredità a tutti noi in un bel libro, ricco di testimonianze, dal titolo “Il mondo di Fabian Cancellara – La storia di un ciclista professionista”.
Il volume, riccamente illustrato ed edito da Salvioni Edizioni di Bellinzona (167 pagine, formato 15x22cm), è stato ordinato in bel racconto da due penne sportive: Benjamin Steffen e Christof Gertsch, che hanno in comune una notevolissima passione per il ciclismo (e soprattutto per il Tour de France, di cui sono entrambi assidui frequentatori).
Che Fabian fosse un personaggio interessante lo avevano intuito tutti da tempo, non solo gli autori, grazie a quella miscela esplosiva di valori e di tensioni, di cadute e di risalite che solo i grandi personaggi sportivi sanno trasmettere al pubblico. Avvincente pagina dopo pagina, il libro è emotivamente forte e risoluto, ha una dimensione letteraria inusuale, capace di accalappiare anche il più lontano dei lettori.
Il libro, presentato ufficialmente in questo mese e già disponibile anche per il mercato italiano direttamente su Internet, è strutturato su sei trame accompagnate da una preziosa nota introduttiva a firma di Mariano Botta.
Ufficio Stampa Spi Press
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