In questi giorni di fine estate gli appassionati di calcio sotto l’ombrellone stanno consumando la fervida attesa per l’inizio della nuova stagione nutrendosi del gossip dei giornali sportivi in relazione alle campagne acquisti delle squadre. Ma i lettori più attenti non hanno potuto fare a mano di confrontare le due opposte facce del pianeta calcio che recentemente sono balzate agli onori della cronaca: le vicende di Samuel Eto’o e di Lamberto Boranga.
Il centroavanti camerunense è stato al centro di una delle più clamorose operazioni di calciomercato degli ultimi anni, non solo per le cifre coinvolte ma soprattutto per la scelta compiuta dal giocatore. Infatti non si tratta del solito colpo del Real Madrid e del Manchester United ma si parla dell’Anzhi, sconosciuta squadra millitante nel campionato russo ed originaria di Makhachkala, capitale della repubblica del Dagestan. E’ già difficile rintracciare tale città sull’atlante ma è impossibile trovare notizia della squadra in qualsivoglia albo d’oro di manifestazioni sportive. Infatti il miglior risultato della storia recentissima del club, che è stato fondato nel 1991, è stato il quarto posto della Premier League Russa nel 2000.
Ed allora viene spontaneo chiedersi, che c’azzecca un campione che ha vinto la Champions League (3 volte), la medaglia d’oro alle Olimpiadi e la Coppa d’Africa con una squadra che fino a ieri non veniva nemmeno chiamata per fungere da sparring-partner? La risposta è semplice ed anche il più sprovveduto dei lettori l’ha già intuita: i soldi. Già, perché nel gennaio di quest’anno uno dei tanti annoiati plurimiliardari russi, tale Suleyman Kerimov, invidioso del successo del presidente del Chelsea Abramovich ha pensato bene di rilevare l’Anzhi e di dar vita ad un grandioso (?) progetto sportivo. Sono arrivati i primi giocatori di prestigio, l’ex madrilista Roberto Carlos (37 anni) e il centrocampista Zhirkov dal Chelsea ed adesso il colpo grosso.
Ma il Dagestan non è la Spagna o l’Italia, è una delle zone dell’ex Unione Sovietica devastate dalla povertà e soprattutto dal terrorismo, tanto che i giocatori della squadra non vivono in città ma bensì a Mosca e ad ogni partita in casa viene organizzato un volo aereo e vanno in ritiro (accompagnati in limousine) al centro pulifunzionale della società (un vero orrore stile guerra fredda), per poi ripartire immediatamente dopo la partita. Nessuno degli abitanti di Makhachkala ha mai visto uno dei loro beniamini se non dentro i rettangolo di gioco la domenica. Insomma l’ambiente ideale per un calciatore che coltiva ambizioni di carriera ed di prestigio internazionale (!!!).
E’ evidente che una qualsiasi persona troverebbe mortificante doversi abbassare ad un tale livello ed il fatto che un campione affermato lo scelga volontariamente, rendendo inutili in pratica le proprie capacità tecniche, causa una tristezza infinita in chi ancora pensa che la passione per quella palla che rotola su prato possa riempire di felicità un qualsiasi ragazzo di questo pianeta. Davvero qualcuno di noi vorrebbe vivere in una prigione dorata a 40 gradi sotto zero? D’accordo che si parla di milioni di Euro di ingaggio ma per chi di soldi ne ha già una montagna che se ne fa di una collina? E quando appenderà le scarpe al chiodo cosa resterà di quest’avventura? Probabilmente niente se non gli zeri in più sul conto in banca ma credo che ogni essere umano possa essere felice solo se la ricchezza la vive dentro di sé.
Di ben altro tenore è la notizia che riguarda un calciatore ai più sconosciuto ma forse presente nella memoria di una generazione di collezionisti degli album Panini degli anni ’70, quelli in cui i calciatori apparivano quasi tutti con i capelli lunghi ed i baffi voluminosi .Una delle più famose figurine introvabili dei tempi (oggi su Ebay la singola vale circa 5 Euro) è stata quella di Lamberto Boranga, portiere fra l’atro di Brescia, Perugia, Fiorentina e Cesena.
All’anagrafe oggi ha 69 anni, di professione medico sportivo con due lauree in Medicina e Biologia e soprattutto una vera e profonda passione per il “giuoco” calcio. Il dott. Boranga nel campionato 2011-2012 difenderà i pali del Papiano, squadra di seconda categoria di una frazione di 320 abitanti dalle parti di Masciano, nella verde Umbria. L’ingaggio? Se ci sta una cena dopo una bella vittoria è il premio migliore.
L’obiettivo? Divertirsi e mantenersi in forma. Una bella storia che ci dimostra come le passioni sono il motore della nostra vita e che ci regala un sorriso e la voglia di tornare a seguire il calcio. E, perché no, a sognare le partite come una volta, quelle che ci si inventava nella nostra mente ascoltando “Tutto il calcio minuto per minuto”, quello di Ameri e Ciotti per intenderci e del “.. clamoroso al Cibali!”. Bei tempi!
Fonti:
repubblica.it;
ilfattoquotidiano.it;
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