Un’atrocità non è minore per il fatto che viene commessa in un laboratorio ed è chiamata ricerca medica: resta sempre un’atrocità.
- G.B. Shaw
Gattini fosforescenti, resistenti al virus dell’aids felina. Magari questa fosse l’ultima follia umana in senso assoluto, purtroppo è solo l’ultima in senso cronologico.
La prima caratteristica ovviamente è comprovata, la seconda già un po’ meno. Quasi tutti i giornali e i telegiornali hanno riportato tale notizia, corredata di fotografie dei simpatici micini, con toni entusiastici. Molti bambini avranno urlato “ne voglio uno” e molti genitori avranno pensato ad un simpatico regalo per il prossimo Natale. Quanti si sono soffermati a ragionare su quanta sofferenza è derivata da tali esperimenti?
Certo, chi dovrebbe fare informazione spesso tralascia particolari importanti: una cucciolata con tre gattini fosforescenti è stata ottenuta in qualche laboratorio, introducendo nel dna dei gattini i geni di una medusa. Benissimo, innanzitutto soltanto se approfondirete le vostre ricerche scoprirete che insieme c’era anche il dna di un macaco, ma in fondo è un telegiornale e non un documentario quello che state ascoltando.
Però al telegiornale per dare una notizia completa dovrebbero anche dire quante cucciolate non sono state così fortunate, quanti gattini mutilati o deformi sono stati trucidati, quanta sofferenza crea nei gattini questa insana luminescenza. O credete veramente che il dna dei gatti e quello delle meduse si mischino allegramente tra di loro al primo colpo? E ancora: quante volte i ricercatori hanno annunciato di aver fatto passi da gigante nella cura dell’aids o del cancro, o di qualche altra terribile malattia e poi non se ne è più saputo niente?
Riporto uno stralcio dell’articolo apparso su Focus salute:
“Certo, non è ipotizzabile che la ricerca abbia conseguenza dirette e immediate sull’uomo (geni di macaco nel Dna umano?…), tuttavia i ricercatori sono convinti che lo studio permetterà di comprendere meglio meccanismi che portino a sviluppare sistemi di difesa efficaci contro l’Hiv e, quindi, l’Aids. «Una delle cose più belle di questa ricerca – ha dichiarato infatti il responsabile del progetto, Eric Poeschla, del Dipartimento di Medicina molecolare del Mayo Clinic College of Medicine – è che porterà benefici sia alla salute umana che a quella dei felini».
Gio, 15/09/2011 – 13:46”
Non per deludere il responsabile del progetto, ma di bello in notizie come questa non ci vedo proprio niente. Ormai sono lontani i tempi in cui la scienza aveva un’etica e gli studiosi avevano a cuore la salute pubblica. Ricerche come queste sono nocive, dispendiose e pericolose. Le cure per le più temibili malattie dell’uomo( e dei felini) si troveranno soltanto quando si abbandonerà la strada inutile e crudele della vivisezione per applicare metodi rigorosamente scientifici, che forniscano dati attendibili.
I gatti, si sa, non amano accoppiarsi con le meduse. E non amano essere visti di notte, per cui potendo scegliere non vorrebbero diventare fosforescenti. E voi? vorreste un giorno diventare trasparenti come meduse? Spesso noi esseri umani (umani???) dimentichiamo uno dei primi insegnamenti della nostra infanzia: non fare agli altri quello che non vuoi che sia fattoa te.
Fonte: focussalute.it
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