“Il frutto di un’applicazione distorta delle enormi possibilità offerte dal progresso in materia genetica”, così il Tribunale di Alessandria ha definito la nascita di una bimba nata con la fecondazione assistita da una coppia di genitori definiti troppo anziani (lui 70 anni e lei 57-ndr). La piccola è in affidamento da quando ha un mese e ora, che ha un anno e mezzo, è stata dichiarata “adottatbile”. “Una scelta che, se spinta oltre certi limiti si fonda sulla volontà di onnipotenza, sul desiderio di soddisfare a tutti i costi i propri bisogni che necessariamente implicano l’accantonamento delle leggi di natura e una certa indifferenza rispetto alla prospettiva del bambino” continua il Tribunale, ma i legali della coppia hanno già annunciato di volr fare ricorso.

La decisione del Tribunale arriva dopo una perizia tecnica, secondo la quale, la piccola si ritroverà orfana in età adolescenziale e sarà costretta ad assistere i genitori, prima degli altri figli, in malattie più o meno invalidanti dovute all’età. Non entra nella decisione invece, la differenza di età dei coniugi. Vivono a Mirabello Monferrato, lei è bibliotecaria, lui è ex sindaco di un piccola paese della zona. I due sostengono che la bimba ha il bisogno di crescere con i genitori naturali, e si dicono molto dispiaciuti proprio per questo. La donna si è sposata nel 1990 all’età di 36 anni, ma non rimanendo incinta ha deciso di sottoporsi a vari tentativi di fecondazione. Dopo altre domande di adozione respinte, la donne ha ripreso la “strada” della fecondazione assistita all’estero, dalla quale è nata la piccola.