
Emergenza coltelli in giro per l’Italia, tra i giovani, che non
esitano, singolarmente oppure in gruppo, a tirare fuori le micidiali lame, per
motivi banali, per uno sguardo di troppo, per un apprezzamento rivolto ad una
ragazza in compagnia di un altro giovane.
E’ di pochi giorni fa, l’omicidio
del giovane a Napoli, la sera di Pasquetta, per aver fatto da paciere, tra due
gruppi per un apprezzamento rivolto ad una ragazza, è stato colpito con una
piccola lama, che in qualunque altra parte del corpo, hanno riscontrato i
sanitari del pronto soccorso, sarebbe stata suturata con pochi punti, mentre
invece, fatalità, è stata colpita l’arteria femorale, provocando una forte e
letale emorragia.
Si è diffuso un modello di comportamento che non conosce
argini, freni; a Napoli come a Salerno, dove un altro giovane lotta per la vita
in rianimazione, dopo essere stato colpito alle spalle da alcuni colpi di arma
da fuoco, all’uscita di una discoteca nella zona dello stadio Arechi.
Molte
sono le cause di questo tremendo fenomeno di violenza dilagante; alcool,
sostanze stupefacenti, nervi tesi dopo notti insonne, ma soprattutto disprezzo
della vita, della propria e di quella degli altri.
Non si spiegherebbe
diversamente un uso così ingiustificato di armi, che negli ultimi tempi sono
soprattutto coltelli, pugnali, lame taglienti, come se ferire o colpire l’
avversario con queste armi, dimostri più coraggio e indifferenza unitamente al
disprezzo.
Sono scintille di odio, lampi accecanti di violenza che
attraversano tutta la penisola, e molte volte, coinvolgono ragazzi
giovanissimi, spesso neanche maggiorenni, che con senso di sfida si affrontano,
magari per acquistare crediti nei confronti di ragazzine contese.
Drammatico e
penoso il rimorso di uno di questi, per aver provocato la morte di un suo
coetaneo, che dopo l’arresto e la presa di coscienza , disse attraverso i
quotidiani della città, rivolto ai ragazzi come lui” Non portate con voi mai
più un coltello, perché prima o dopo lo userete “
Sono lame scintillanti, sono
lame di morte.
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