La notte di Halloween – americanata o tradizione?

Presto sarà la notte di Halloween. Come sempre, i suoi detrattori si dichiareranno contrari a questa festa consumistica importata dall’America. Solitamente sono quelli che lo dicono con le Nike ai piedi e sorseggiando Coca cola, i più agguerriti. Sicuramente si sentiranno superiori a voi, poveri mortali con prole, indaffarati ad intagliare zucche e cucire costumino da strega e da vampiro. Spegneranno sdegnati tutte le luci e fingeranno di essere fuori casa, quando i piccoli figli dei vicini di casa suoneranno alla loro porta chiedendo un innocente tributo alla festa: “Dolcetto o scherzetto?”.

Questi fieri avversari delle feste consumistiche, generalmente possessori di un telefonino ultimo modello perché il “vecchio” cellulare (acquistato l’anno sorso) non era più  al passo con i tempi, che guidano una monovolume  a sei posti anche se in famiglia sono in due più il cane chihuahua, e spendono uno stipendio in inutili pensierini natalizi per non essere da meno, proprio non la possono edere questa festa americana.

Ignorano però che tanto americana non è. Le origini di Halloween infatti affondano le radici nella notte dei tempi, quando in Europa vivevano i celti e in America gli sioux girovagavano per le praterie felici ed ignari.

I celti della Gran Bretagna e della Francia del nord celebravano a quei tempi un rito autunnale chiamato Samhain. Era il momento in cui le famiglie si radunavano per una stagione di lunghe notti dilavori in casa e di racconti. Era anche il periodo dell’anno in cui il velo tra Terra dei vivi e mondo degli spiriti si assottigliava e gli uni potevano comunicare con gli altri. Durante questa notte gli esseri magici vagavano per il mondo cerando di attirare gli umani , che avevano invaso la Terra, in mondi incantati dai quali non sarebbero più potuti fuggire.

La tradizione di lasciare cibo e bevande a persone mascherate durante la notte del 31 ottobre, risale proprio ai tempi in cui si celebrava il Samhain.

Quando i celti furono sottomessidai romani, alcune delle loro feste passarono nella cultura cristiana. Fu così che nel settimo secolo la Chiesa cattolica spostoò la festa di Ognissanti da maggio al 1 novembre, in modo da riunirla ai rituali druidici del 31 ottobre. Originariamente la festa di Ognissanti onorava i primi martiri cristiani, ma nel decimo secolo per rafforzare il legame con le celebrazioni celtiche, si cominciò ad onorare in quel giorno tutti i morti e non soltanto i primi martiri.

Fu sempre la chiesa a dare agli spiriti con cui si veniva in contatto in quel periodo un connotato diabolico e malvagio. Comparvero così durante le celebrazioni, rappresentazioni di fantasmi, scheletri  e streghe.

Uno dei simboli più noto di questa festa, Jack – o – lantern ha origini scozzesi o irlandesi. Narra la leggenda che questo fabbro ubriacone fosse riuscito ad ingannare il diavolo per svariati anni, così che quando morì non fu accettato in Paradiso per i suoi trascorsi da ubriacone e truffatore e  il diavolo non volle accettare la sua anima, così  Jack fu costretto a girovagare per sempre nell’oscurità con la sua lanterna costituita da un tizzone del fuoco dell’inferno che Jack aveva infilato in una rapa vuota perchè il vento non lo spegnesse.  Jack e la sua lanterna diventarono  così il simbolo delle anime dannate.

Pare che le persone che viaggiavano durante Samhain mettessero una maschera mostruosa per spaventare gli spiriti che avrebbero potuto sviarli dal cammino. Anche le lanterne accese fuori dalle case avevano una funzione difensiva.

Inizialmente si utilizzavano le rape come lanterne, ma quando una spaventosa carestia in Irlanda ( 1845 – 50) costrinse più di 700.000 persone ad emigrare in America questi si portarono dietro anche la tradizione di Halloween e di Jack – o – lantern. Siccome le rape non erano così diffuse in America come in Irlanda, questi immigrati le sostituirono con la zucca americana, inventando  la zucca illuminata che è oggi forse il simbolo più conosciuto della festa diHalloween.

E’ da notare che nella tradizione celtica non erano soltanto i bambini a mascherarsi e a passare di casa in casa per richiedere il “treat”, lo facevano anche gli adulti e generalmente il tributo richiesto era in bevande alcoliche.

Insomma, gli americani hanno soltanto il merito di averla fatta diventare una festa per i bambini e pazienza se le feste ormai sono soltanto una fiera del consumismo, quale festa non lo è? Il Natale? La Pasqua? La nostra vita?

Nessuno vi obbliga a spendere niente, intagliare una zucca è veramente economico e un vestito da fantasma richiede soltanto un lenzuolo bucato e un pennarello nero per il contorno occhi. Anche un buon vestito da strega può essere confezionato con gli stracci e i vecchi vestiti che tutti abbiamo in soffitta. E dai, non avete in casa quattro caramelle da offrire ai bambini del vicinato? E’ così faticoso fingersi spaventati davanti ai loro costumini innocui?

Sembra tra l’altro che la festa abbia un risvolto psicologico, perchè in questo modo i bambini esorcizzano per una sera le loro paure, entrando in contatto in modo scherzoso con l’idea della morte.

Quindi smettiamo di fare gli intellettuali snob ad ogni costo, soprattutto quando non serve, e lasciamo che i bambini si divertano. Se per una sera giocheranno a mascherarsi con i loro amichetti e staranno lontani dalla tv e da facebook male non farà.

Fonte: halloweenight.it

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