Uno dei ricordi piu’ vivi che mi restano del mio amico Giallo fu quando la nostra prof di italiano di prima media ci spiego’ come nascono I bambini.
Era la miglior professoressa
che avessimo mai avuto, intelligente , preparata e soprattutto appassionata, io
le volevo bene e la stimavo moltissimo.
Era fermamente convinta che ci sarebbero state utili alcune nozioni di educazione sessuale “ Piuttosto di imparare dai vostri compagni e’ meglio che chiediate a me” diceva, quindi ci ci incoraggio’ a farle delle domande scritte e a depositarle all’interno di un astuccio posto sulla cattedra, lei ci avrebbe risposto personalmente al di fuori dell’orario scolastico.
Io e Giallo compilammo il nostro quesito assieme ed un bel giorno fummo convocati in un’auletta del patronato di Tombolo.
Giallo gia’ camminava a testa bassa e ridacchiava tra se, io lo seguivo serio.
Non appena la prof. Inizio’ a parlare di farfalle gia’ subito si sentirono all’interno dell’auletta delle scariche, come delle mitragliate di acutissimi “Ih..ih..ih…ih..” Al termine di ogni mitragliata la faccia di Giallo si ricomponeva, ridiventava serissima,
come se quelli striduli risolini fossero provenuti dall’oltretomba e non
avessero avuto nulla a che fare con lui.
La prof. andava avanti imperterrita con le farfalle ed io, per non ridere, pensavo alla bachicultura nell’Usbekistan, mi ponevo tutta una serie di domande sui bachi da seta, facevo una serie di costatazioni “ Pero’,I bachi da seta sono delle straordinarie
macchine biologiche che trasformano la foglia del gelso in seta, pero’”
Quando la professoressa passo’ dalle farfalle ai mammiferi e disse “ Il maschio introduce il suo organo sessuale, chiamato pene, nell’organo sessuale femminile ,chiamato vagina.”
Giallo non pote’ piu’ fingere,comincio’ a sbellicarsi dalle risate sempre piu’ forti, ad un certo punto si porto’ le mani sulla pancia e cadde lentissimamente sul pavimento
dell’auletta passando piano piano dalla posizione supina alla posizione
bocconi.
Io pensavo alle cose piu’ tristi del mondo: bambini morti sgozzati,
mostri terribili di cui avevo paura, vampiri, licantropi, la faccia irosa e
schifata di mio padre che mi diceva “Andrai all’inferno, ti taglieranno le
gambe”.
Apparentemente ero serissimo, avevo gli occhiali da sole e la mia
faccia era la tipica faccia da poker, solamente ai lati del naso cominciavano a
scendere due lacrimoni contro i quali non avevo potuto far nulla, inoltre ogni tanto le labbra si tendevano in un involontario sorriso, sapevo che non dovevo cedere, se
avessi riso anche una sola volta poi sarebbe stato impossibile fermarsi.
La prof. andava avanti, Giallo ormai giaceva esanime e cianotico in un cantuccio
dell’aula, ogni tanto dava segno di vita emettendo delle scariche di acutissimi
“Ih..ih…ih..ih” poi piu’ nulla, giaceva ormai immobile in posizione fetale e
sembrava non respirare piu’.
La lezione fini’, io resistetti eroicamente fino all’ultimo, dovetti pero’ chiamare rinforzi per rianimare Giallo, il mio amico era ormai al limite delle forze, gli praticammo il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale, chiamammo il vecchio dottor Crema che porto’ con se anche una bombola di ossigeno e disse “ Il ragazzo e’ robusto, se la cavera’anche questa volta.
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