TRATTO DA IL POST VIOLA
Si accende lo scontro sul decreto del governo che da gennaio taglia gli stipendi di deputati, senatori e di tutte le cariche elettive. Ma loro non ci stanno: “Decidiamo noi, lede l’autonomia del parlamento”. E bravi, l’autonomia del Parlamento: peccato che tutti gli altri provvedimenti del governo che colpiscono i cittadini li hanno accettati senza battere ciglio. Ma sul loro stipendio no, rivendicano l’autonomia del Parlamento. Ma cerchiamo di capire meglio: l’indennità di un deputato italiano ammonta oggi a 11.704 euro al netto della diaria. La media delle retribuzioni nell’eurozona è invece di 5.339 euro e quello sarebbe l’implicito suggerimento del governo Monti.
Purtroppo, come dicevamo, una volta arrivato nella commissione Affari Costituzionali della Camera il decreto è stato bocciato. La nostra proposta è questa: scrivere una mail ai componenti della commissione per invitarli ad appoggiare la logica di riduzione prevista nel decreto. Basta andare nel link che segue e cliccare su “scrivi al deputato” e, se vi va, lasciate qui sotto un commento con il testo della vostra mail e il deputato cui l’avete inviata: Ecco i nomi e le mail dei componenti della commissione
Fonte: gold.libero.it
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Commenti...
Il gioco delle tre carte.
Finalmente, la scure si abbatte sulle prebende dei nostri politici !
1.300 euro lordi in meno, passaggio dal vitalizio al sistema contributivo.
Evviva !
Però, l’olfatto, non di cani molecolari, ma di esseri comuni, avverte una puzza di bruciato, anzi di vecchia ….. furbizia.
Il sistema del vitalizio prevedeva la tassazione, mentre quello contributivo esclude che si paghino tasse sui contributi previdenziali.
E’ giusto che sia così, ma, allora, cambiando l’ordine dei fattori il risultato è uguale.
Tolgo da una parte ed aggiungo ad un’altra.
Addirittura, se non vi fosse stata l’apparente sforbiciata dei 1.300 euro lordi, lo stipendio dei nostri peones sarebbe aumentato, per effetto della emersione di reddito non più base imponibile.
Esempio : 15.000 – imposta 35% = 9.750 – 2.250 ( trattenuta ex vitalizio ) = 7.500 netto
15.000 – 2.250 ( versamenti previdenziali ) = 12.750 – imposta 35% = 8.280
8.280 – 700 ( netto del taglio di 1.300 ) = 7.580 netto.
( n.b. calcolo meramente esemplificativo ).
Inoltre, i 1.300 euro apparentemente tagliati saranno “accantonati in un fondo a tutela di eventuali ricorsi da parte dei deputati”.
Mi chiedo: quali accantonamenti vengono effettuati sulle somme non date ai pensionati e a tutti i lavoratori ?
I poveracci non hanno certo la forza per fare ricorsi, hanno di ben altro di che preoccuparsi, dovranno sbarcare il lunario, a differenza della “casta politica”, a cui non si tocca nulla (o ben poca cosa).
Vergogna ! Ancora una volta si è barato !
Scudiscio

# 31/1/2012 21:32