Mammuth e Jurassic park: la follia non ha limiti ( nemmeno di denaro)

E’ recente la notizia che scienziati russi e giapponesi sono pronti ( o quasi) a clonare i mammuth. Pare che questo gruppo di scienziati abbia avviato una delirante operazione che dovrebbe portare alla clonazione di mammut e rinoceronti lanosi. Il prof. Akira Intani, della School of Biology-Oriented Science and Technology della Kinki University di Osaja (coadiuvato da colleghi dell’università di Tifu), è da anni convinto che, se si potranno ottenere campioni di DNA accettabili dai resti congelati di questi animali vissuti tra 25.000 e 30.000 anni fa, il processo di clonazione non sarà impossibile. Ora, purtroppo, pare che questi campioni siano stati ritrovati. Verrebbero prelevati da un osso di mammuth contenente midollo scoperto in Siberia, sepolto nel permafrost, uno strato di terreno permanentemente ghiacciato. Recuperando da questo midollo il DNA, gli scienziati sperano di poter creare embrioni di mammuth, che verrebbero poi impiantati nell’utero di un’elefantessa.

La notizia, come spesso accade, viene divulgata dai tg senza ulteriori spiegazioni, quasi fosse una notiziola di costume. Tanto per dire una stranezza divertente. Poi, se volete saperne di più dovete cercare un po’ su internet. Ma anche qui le notizie in merito non abbondano.

Quello che a me piacerebbe sapere ( e forse non solo a me) è quanto ci costano queste scoperte “sensazionali”. Quanto sono pericolose e nocive per l’ambiente, a chi interessa veramente clonare mammuth. Ma su questo non ho trovato parole.

Io immagino quindi questi scienziati orientali, chini sui loro alambicchi che si dicono:

“dunque, la fame nel mondo l’abbiamo risolta, i bambini dei paesi poveri non muoiono più di malattie curabilissime, l’inquinamento è ormai un triste ricordo e il cancro è una malattia stagionale, come l’influenza… cosa facciamo adesso? Ma sì, cloniamo un mammuth, tanto soldi da sprecare ne abbiamo…”

Quando apprendo dai tg queste notizie dai laboratori, mi chiedo sempre se i soldi che raccolgono per la ricerca ( ancora una volta i nostri soldi) vengono poi utilizzati in questo modo. Sì, perché oggi sono i giapponesi che vogliono clonare i mammuth, ieri gli americani che sfornavano gattini transgenici fosforescenti, tralascio volutamente ogni commento sulle incredibili ricerche svizzere sui bosoni ( a qualcuno interessa l’esistenza dei bosoni? Se sì ritiro tutto ciò che ho detto), domani sarà un italiano che invece di andare a zappare la terra ( cosa molto più utile) tenterà di clonare un diplodoco o di produrre in serie cani con le ruote. Alla follia, si sa, non c’è limite.

Perché nessuno ci dice mai i costi di questi inutili esperimenti?

Immagino che a molti di voi, come a me, arrivino quelle richieste di aiuto dell’Unicef, di Intervita, di Save the children, in cui vi chiedono pochi spiccioli per salvare la vita di un bambino, per vaccinarlo o quant’altro. Allora, se è vero che con 25 euro al mese si può aiutare un bambino a crescere sano ed istruito, quanti se ne salverebbero con i milioni sprecati dagli scienziati?

E un’altra considerazione: come animalista ho inviato una mail di protesta contro l’uccisione di nutrie in un comune italiano, mi è stato risposto che le nutrie combinavano una serie di danni al territorio, in quanto non essendo una specie autoctona non avevano antagonisti naturali. La polizia municipale era d’accordo che la colpa non fosse delle povere nutrie, ma degli allevatori che le avevano importate, ma secondo loro era l’unico modo di risolvere il problema. Nel suo habitat naturale ( il sudamerica) la nutria viene predata principalmente dai caimani. In italia si è diffusa scappando dagli allevamenti di animali da pelliccia. Questo recente episodio mi porta a fare alcune semplici riflessioni.

 1) Chissà quale sarà il predatore naturale dei mammuth, visto che si sono estinti dieci milioni di anni fa?

2) Quali danni provocherà la loro fuga da Jurassic Park all’ambiente circostante?

3) Se lo saranno chiesto tutto ciò gli scienziati nipponici?

 

Non conosco la risposta alle prime due domande, ma so con certezza la risposta alla terza domanda: No. Non se lo sono chiesti e nemmeno gli interessa saperlo.

Rassegnamoci. Sono finiti i tempi in cui la scienza era al servizio dell’umanità. Oramai la scienza è ripiegata su sé stessa, le scoperte che escono dai laboratori sono inutili quando non addirittura nocive e pericolose. Clonazione, OGM, energia nucleare, bosoni…e poi tutti questi geni con delirio di onnipotenza ancora non sono in grado di curare un raffreddore, per non parlare del cancro.

Ma è giusto rassegnarsi a vivere in un mondo così sbilanciato, che ha soldi per clonare mammuth (!!!) e non per inviare ai bambini del sud del mondo i vaccini necessari per sopravvivere a malattie che in Europa, America (e Giappone) sono curabili? o forse sarebbe ora che noi tutti insieme chiudessimo i rubinetti ad una scienza che è sempre più inutile all’uomo?

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