La Poly Implant Protheses, nota azienda francese per la produzione di protesi al seno in silicone, è nell’ occhio del ciclone per aver fabbricato protesi mammarie sospettate di essere cancerogene. Le cosiddette Pip (dal nome dell’ azienda che le ha prodotte) sono composte di un gel non conforme alle norme sanitarie perchè contenente silicone destinato ad usi industriali, potenzialmente dannoso e in grado di sviluppare tumori in caso di rottura dell’ involucro che lo racchiude.
Le Pip sono fuori produzione da circa due anni, la Poly Implant Protheses era la terza azienda al mondo in termini di vendite e le potenziali vittime sarebbero più di trecentomila in tutto il mondo. A far scattare l’ allarme è stato il ministero della sanità francese che ha deciso di avvisare circa 30000 pazienti consigliando loro di tornare, il prima possibile, in sala operatoria, per la rimozione.
La decisione del Ministro Xavier Bertrand non ha carattere d’ urgenza perchè finora non è stato accertato il rischio di contrarre il cancro. Tuttavia c’è la possibilità concreta che le protesi possano causare serie complicazioni in caso di rottura. Il gel di cui sono fatte sarebbe in grado di corrodere l’ involucro esterno della protesi. La Francia non è l’ unico paese coinvolto. In Italia, si stima che le protesi killer siano state impiantate a circa 5000 donne e il Ministro della salute, Renato Balduzzi, ha istituito un gruppo di lavoro permanente allo scopo di fare chiarezza sull’ accaduto.
Per l’ agenzia che regolamenta i prodotti sanitari e le medicine nel Regno Unito, invece, non c’è alcuna connessione tra le Pip e i casi di tumore pertanto Londra non ritirerà le protesi dell’ azienda francese, impiantate a circa 50000 donne. L’ intervento di rimozione di protesi mammarie richiede l’ utilizzo dell’ anestesia totale e ciò rappresenta un rischio per la paziente.
L’ interpol ha intanto emesso un mandato di arresto internazionale nei confronti di Jean Claude Mas (72 anni), fondatore della Poly Implant Protheses, società in liquidazione giudiziaria dal marzo 2010. L’ uomo, accusato di attentato alla vita e alla salute, risulta irreperibile. Quando la Poly Implant Protheses cominciò a produrre le PIP, Mas, ingannò tutti esaltando la qualità delle materie prime utilizzate dalla sua azienda mentre in realtà le protesi che produceva erano composte da materiale a basso costo risultato poi pericoloso per la salute umana. Una truffa colossale che mette a repentaglio la vita di tantissime donne, la maggior parte delle quali, ignara dei rischi che corre.
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