Durante la mia infanzia, come tutti i bambini del mio paese, anch’io collezionavo figurine di tutti i tipi : calciatori principalmente, ma anche pirati, avventura o geografia. Era nella raccolta delle figurine che mettevamo gran parte dei nostri risparmi. Erano i tempi degli scambi e delle trattative infinite dei grandi affari e dei ripensamenti.
Forse anche attraverso le figurine apprendevamo le leggi del mercato: non è importante la quantità, ma la qualità del prodotto, non tutte le figurine erano uguali, ve n’erano alcune di introvabili che valevano tantissimo e ci facevano gridare di gioia ed altre di comunissime. Ricordo ancora i fantastici premi che erano messi in palio per chi fosse riuscito a completare l’album.
Il primo premio era quasi sempre un pallone da football di cuoio n° 5 che valeva senz’altro molto di più di un normale altro pallone dello stesso tipo. Anche questa era un’altra legge del mercato che apprendevamo intuitivamente: il valore delle cose non è assoluto, dipende anche e soprattutto dalla fatica che si deve spendere per ottenerle. Uno dei premi minori, ma non per questo meno preziosi, era una meravigliosa carta assorbente di Tarzan. Era una carta assorbente bianca con la figura di un uomo armato di coltello che nuotava sotto acqua con le bombole di ossigeno, dalla sua bocca uscivano tante bolle d’aria.
Nelle immediate vicinanze si aggirava un terribile squalo tigre che l’uomo si apprestava a colpire col suo coltello. Noi tutti avevamo battezzato quel personaggio Tarzan perchè indossava un costume bianco a pallini neri che avevamo visto indossare da Tarzan in qualche film od in qualche fumetto.
Dall’altro lato della carta assorbente vi era la tavola pitagorica. Era un oggetto perfetto meraviglioso che tutti avrebbero voluto possedere, ma che nessuno aveva mai potuto vedere davvero. Naturalmente, come la maggior parte dei miei amici, non avevo mai vinto un premio. Avevo sentito parlare di qualcuno che conosceva chi aveva veramente vinto addirittura il pallone, ma erano solo voci mai confermate. Io, come tutti quelli che conoscevo, avevo cominciato decine di collezioni senza mai terminarne nemmeno una, le ultime figurine erano introvabili a meno di non spendere una fortuna. Quanto ai premi, chissà se esistevano veramente, comunque erano così meravigliosi che valeva sempre la pena di provare.
Un giorno mi recai nel negozio di Jovannei dove ero solito acquistare tutte le bustine di figurine e con mia grande sorpresa vidi dal vivo la carta assorbente di Tarzan: Esisteva davvero ed era ancora più meravigliosa di come me l’ero immaginata. Tale e quale alla figura stampata sull’album. Il mitico Tarzan, il mitico squalo erano là davanti a me nella realtà.
Non potei più respirare per alcuni secondi, poi corsi a casa, presi tutti i miei soldi, me ne feci prestare altri ed andai a comperare quante più figurine potei. In quei giorni fu tutto un lavoro febbrile, non pensavo ad altro. Per fortuna, essendo un premio minore, non era necessario completare tutto l’album, ma solamente arrivare a buon punto. Lavorai freneticamente per alcuni giorni sempre pensando a quella meravigliosa carta assorbente. Questa volta potevo farla mia davvero.
Così non appena arrivai a soddisfare le condizioni neccessarie per ottenerla mi avviai trionfante con il mio album al negozio di Jovannei. “ Ecco le figurine, voglio la carta assorbente di Tarzan” dissi. Il negoziante mi fece un sorrisetto e mi rispose: “ Purtroppo le Carte assorbenti sono finite, ti posso dare comunque questo fischietto di plastica, vale anche di più”. Sarà stato pure vero, ma io il fischietto glielo tirai in faccia.
A quei tempi pensavo ci fosse tutto un complotto: cos’erano quei mezzi sorriseti, quel dire e non dire, perché dopo tanta fatica si finiva sempre per essere presi in giro
Ora che ho 53 anni sono laureato, sposato con figli e vedo le cose dalla giusta distanza, finalmente posso attribuire alle cose il loro giusto valore.
Ora che finalmente sono una persona matura ed equilibrata, penso che il complotto ci sia veramente. Non sono paranoico, o forse sì, ma avete visto la Juventus? Era tutto vero. Quello che si diceva nei bar, tutto vero! Gli intelligentoni dicevano che la Juve era forte e giocava sempre nell’area avversaria, per questo tutti quei rigori. Invece, tutto vero!
Così adesso voglio la mia carta assorbente di Tarzan.
Datemi la carta assorbente di Tarzan. Subito!
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