Camorristi veri nel film ‘Gomorra’. Arrestati.

Per amore del neorealismo o per costrizione, la malavita nel film ci ha messo piede per davvero.

Lo disse Alba Parietti di recente in una trasmissione di Raiuno. Lei che ha girato un film in certi difficili contesti (chi non se la ricorda nel famoso film “Il macellaio”, girato in Sicilia), lo sapeva che in qualche modo la camorra fosse “consenziente” alle riprese del film tratto dal best seller di Roberto Saviano. Era consenziente e anche partecipe. Al film in corsa per l’Oscar, hanno preso parte Giovanni Venosa, Salvatore Fabbricino, e Bernardino Terracciano. Camorristi. Malavitosi anche nella realtà. Da poco arrestato, il Venosa nel film era un “capo zona”. Uno con un certo potere, che fece ammazzare, nella finzione, due ragazzini che da grande volevano fare i camorristi senza fare nessun apprendistato. Nella vita estorsore e spacciatore, fu arrestato dai carabinieri grazie alla collaborazione dei pentiti. Indagato come delinquente abituale, fu condannato a due anni di casa lavoro e trasferito a Modena. Una licenza premio ricevuta pochi giorni fa’, lo ha riportato nella sua terra, nel casertano, a ridarsi da fare, chiedendo il noto “regalo” natalizio ai commercianti.

Prima ancora di Giovanni Venosa, fu arrestato Salvatore Fabbricino, comparsa del film che appare proprio nel suo famigerato quartiere, Scampia. E anche i carabinieri lo hanno immortalano con delle telecamere nelle sue attività di spaccio e il pentito Antonio Prestieri ha indicato Fabbricino come suo dipendente.
Bernardino Terraciano nel film interpretava un boss della camorra. Non avrà di certo applicato metodo Stanislavskij, lo “zi’ Bernardino”, appartenente nella vita al clan dei Casalesi. Fu arrestato lo scorso ottobre, insieme ad altri sei pregiudicati ritenuti esponenti del gruppo di fuoco del clan, capeggiato dal latitante Giuseppe Setola, sfuggito più volte alla cattura.

Francesco Favia

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Louis

# 09/1/2009 13:37

Caro Francesco e’ un post molto interessante il tuo, anche io essendo napoletano penso che la Camorra in un certo qual modo fosse consensiente e addirittura partecipasse quasi attivamente al buon esito delle riprese e del film.
E come se la Camorra, rimasta sempre in secondo piano dalla piu’ famosa e internazionalizzata mafia, ora si stesse prendendo la sua rivincita’ di popolarita’.
Gli americani vincono gli oscar perche’ descrivono senza mezzi termini la realta’, riproponendo storie anche scomode all’ opinione pubblica. Speriamo che con il romanzo Saviano e poi con il film si possa aprire un filone di “nuovo cinema reale italiano” un cinema che racconti davvero tutto.
Speriamo bene per l’oscar.!
Cari saluti e complimenti per il tema molto interessante.
Louis



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