I computer diventano talmente piccoli da essere confusi con un normale caricabatterie per telefoni cellulari. Questi straordinari dispositivi, noti come Plug Computer, sono stati introdotti per espletare molte delle funzioni per le quali sino a qualche tempo fa sarebbe stato necessario un vero e proprio PC. I vantaggi ovviamente sono svariati. Giusto per citarne alcuni, con i Plug Computer è possibile realizzare applicazioni che richiedono un dispositivo always on con un consumo di energia elettrica davvero irrisorio e un ingombro praticamente nullo.
Hanno l’aspetto di un piccolo alimentatore e, infatti, possono essere connessi ad una presa elettrica direttamente a muro. Questi dispositivi permettono di implementare applicazioni di rete anche complesse e di funzionare come server web. Oltre alla connessione elettrica, generalmente includono almeno una porta USB e una presa Ethernet.
La Marvell, che con lo SheevaPlug ha vinto il Popular Science’s 2009 “Best of What’s New” Award, è uno dei pionieri in quest’ambito. Questo particolare Plug Computer è basato sul processore Sheeva da 1.2GHz con core ARM, ed include 512MB di memoria FLASH per lo storing dei dati e 512MB di memoria DRAM. Lo SheevaPlug in condizioni normali consuma solo 5W, supporta tutte le distribuzioni di Linux compatibili con le architetture ARM, ed è equipaggiato con una porta USB 2.0 che permette la connessione di un hard disk esterno o di altre periferiche. Il prezzo dello SheevaPlug è di 99$.
I campi di applicazione dei Plug Computer sono davvero tanti ed i limiti dipendono solo ed esclusivamente dalla fantasia degli sviluppatori. E’ possibile realizzare svariati tipi di applicazioni web, domotiche, o anche di controllo. Per esempio, si pensi che con un Plug Computer è possibile implementare con estrema semplicità un efficiente file server per impiego domestico.
I Plug Computer potrebbero essere utilizzati anche per realizzare economici ma validi sistemi di videosorveglianza. L’idea consiste nell’utilizzare la porta USB per ricevere l’output video di una semplice webcam e di far funzionare il dispositivo da server in maniera tale da consentire l’accesso remoto e permettere la visualizzazione dello streaming video attraverso un’interfaccia web. Questo tipo di applicazione può essere sviluppata in maniera molto simile a come si farebbe per un normale Personal Computer dotato di sistema operativo Linux.
Articolo pubblicato su: tooware.blogspot.com
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Commenti...
Mitico era proprio quello che cercavo, non vedo l’ora di vedere futuri aggiornamenti (e possibili rivali) di tale tecnologia perchè sto cercando di creare un server web/ftp locale al costo più contenuto possibile, non tanto per il costo dell’hardware ma per quello derivato alla bolletta della luce.
Grazie per questo prezioso articolo!

# 19/11/2009 20:08