Siamo a fine anno ed anche ad Arcore sarà ora di bilanci. Si cercherà di cancellare in fretta quest’anno, iniziato in realtà sotto i migliori auspici per il Cavaliere, eletto presidente del neonato Popolo delle Libertà.
Quasi un calvario il 2009 per il “Gesù Cristo della politica ”, come egli stesso si definì nel 2006
Si può ricordare la dibattuta reazione del Premier al Presidente della Repubblica, in seguito al suo rifiuto di firmare il decreto legge per interrompere l’alimentazione di Eluana Englaro o le sconcertate dichiarazioni di Veronica Lario all’ANSA, relative al marito che avrebbe voluto la canditatura alla europee di giovani e belle ragazze anche se inesperte in politica.
Grande polemica suscitò il caso Noemi e la successiva richiesta di separazione di Veronica da Berlusconi ma anche le dichiarazioni della stessa Lario su supposte frequentazioni di minorenni da parte del marito.
A far serperpeggiare dubbi sulla condotta del Presidente del Consiglio furono anche le foto delle feste presso la residenza estiva del premier scattate da Zappadu o le registrazioni dell’Espresso relative a presunti incontri tra Berlusconi e la escort Patrizia Daddario.
E’ stato l’anno delle indagini della procura di Bari su supposti rapporti tra il Cavaliere e l’imprenditore Tarantini, indagato per corruzione ed associazione a delinquere.
Dopo il catastrofico esito della sentenza Mondadori, la bocciatura del Lodo Alfano e la riapertura del processo Mills che vede imputato il premier, è la volta del “No Berlusconi Day” con la protesta dei bloggers indipendenti e di parte delle forze di sinistra; per continuare con le recentissime e pesanti accuse rivolte al capo dell’esecutivo da parte del pentito Spatuzza.
Sempre a dicembre 2009, in occasione di un vertice del Partito Popolare Europeo, Berlusconi sembra aver sostenuto la politicizzazione di giudici e trasformazione della Corte Costituzionale da organo di garanzia a organo politico.
Dichiarazioni che suonavano come autogol politico-istituzionale da cui non poterono non prendere le distanze anche Fini e Napolitano, consapevoli del loro pubblico ruolo a difesa delle istituzioni.
Così il richiamo al rispetto della Consulta da parte del Presidente della Repubblica, difeso da Fini dalle dure repliche del premier.
L’incrociarsi di dichiarazioni diventano raffreddamento dei rapporti mai idilliaci tra Berlusconi e la parte Finiana del popolo delle libertà mentre peggiorano le relazioni tra il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica.
Le esternazioni di Berlusconi, durante il vertice di Bonn, sembra che non abbiano convinto neanche l’opinione pubblica italiana, la maggioranza è contraria a queste dichiarazioni secondo l’indagine di Ipr marketing per repubblica.it .
L’ultimo episodio rilevante è anche quello a cui ogni essere ragionevole non avrebbe mai voluto assistere quello del 13 dicembre, l’infelice colpo di statuina rifilato dal Sig. Tartaglia al volto del Presidente dopo il comizio di Milano, costringendolo al ricovero al San Raffaele con frattura al setto nasale, danni ai denti e punti di sutura al labbro.
Nonostante l’estenuante lavoro dei fedeli vassalli, l’immagine vincente del Cavaliere appare adesso seguire un machiavellico declino, l’indiscusso leader, mai come adesso, sembra perdere il plebiscitario consenso in seno alla coalizione ed al popolo (non cedo alla tentazione utopistica è di definirlo “popolo sovrano”).
Il proverbiale carisma del Cavaliere pare adesso svanire di fronte alle altre alte cariche istituzionali della Repubblica, escluso forse il solo Schifani.
Neanche le opinioni estere danno supporto al Presidente Berlusconi, cito l’autorevole quotidiano francese La Tribune, con la sua annuale classifica dei leader europei, giudicati da professionisti dell’informazione e del giornalismo del vecchio continente, secondo la capacità di leadership, spirito di squadra, sensibilità alla tematiche del clima, economia, considerazione del mercato interno, rispetto delle regoli comuni dei paesi europei (Trattato di Lisbona) ed impegno verso le politiche europeiste.
Anche quest’anno, così come il 2008, Silvio Berlusconi è l’ultimo di questa speciale graduatoria, alle spalle di Fico, leader slovacco al venticinquesimo posto ed il rumeno Basescu, ventiseiesimo.
Potrebbe essere abbastanza per farci pensar ead un epilogo politico? Davvero questa serie di eventi frutto o meno di progetti destabilizzanti, di desideri despotici, insoddisfazioni popolari , deliri o quant’altro d’immaginabile potrebbe far ritirare il Cavaliere? Ed in tal caso cosa ci dovremmo aspettare? Nella remota ipotesi che bocce, tornei di carte e nipotini diventino per lui improvvisamente più attraenti del potere , alla festa della pensione prima di salutare il nonnetto, lo prenderei a braccetto e gli chiederei: “ E tutti gli altri come ce li schiodiamo?”
Fonti: Wikipedia.org; Repubblica.it (1); Repubblica.it (2); Latribune.fr ;
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