Cerchiamo di capire insieme come possono convivere frequenza e qualità di post con maggiori ricavi sugli annunci
Sono stato chiamato in causa da da FabioG3 di Come Guadagnare con un Blog, perché ho scritto un post sulla legge fondamentale degli adsense, che recita: quanto maggiore è il rendimento di un blog, tanto minore è il cambio con il dollaro!
In realtà, l’attenzione di FabioG3 si sofferma non tanto su questo adagio, quanto sulla questione della frequenza di posting ed il rendimento di un blog. Tema sul quale sto riflettendo da un po’ di tempo. Infatti, in seguito ad un primo forzato esperimento, ho avuto modo di notare una serie di effetti positivi:
- gli accesi unici si sono mantenuti nell’ordine del 90%;
- è aumentato il numero dei lettori che segue il blog via feed;
- è aumentato il rendimento degli Adsense, sia come CTR che come come costo per click.
In pratica, c’è stato contemporaneamente un aumento del numero dei click e, in più, secondo effetto positivo, ogni click mi è stato pagato, in media, di più che nel periodo in cui avevo maggiore frequenza di posting.
Questo ha stimolato una riflessione che ha coinvolto diversi blogger che hanno fornito, a mio avviso, importanti contributi.
Il primo importante contributo mi sembra quello di yurj, che sostiene:
“i lettori affezionati di un blog, quelli che ogni giorno visitano il blog in cerca di novità, non cliccano mai sugli adsense!! (tranne per gli argomenti di nicchia come l’ingegneria)
I migliori visitatori, quelli che cliccano sugli adsense, arrivano dai motori di ricerca!! E chi arriva dai motori di ricerca, non e detto che visiti la home, infatti spesso capita su pagine “vecchie”!”
Infatti, i blogger che visitano blog altrui, son alla ricerca di conversazioni, non di informazioni, quindi sono portati ad escludere mentalmente, gli annunci dal proprio campo visuale, fenomeno confermato da FabioG3 in un post, dove richiama un esperimento illuminante, che lo ha portato a individuae un migliore posizionamento degli annunci, utilizzando, peraltro, Shylock Adsense, un ottimo plug-in. Nei comenti allo stesso post, FabioG3 aggiunge una riflessione importantissima:
“chi clicca sugli annunci sono i visitatori casuali”
quindi, presumibilmente, colui che, in genere non è un blogger e che arriva sui post tramite i motori di ricerca e sta finalizzando la navigazione alla ricerca di informazioni e dati specifici, dove quindi anche un annuncio può costituire un approfondimento, magari clicca sugli annunci.
Questo porterebbe alla conclusione logica che un migliore posizionamento sui motori di ricerca sarebbe maggiormente efficace e desiderabile rispetto ad un pubblico di lettori affezionati ed abituali.
Come spiegare quindi l’aumento del CTR? Come scrivevo, il traffico si era stabilizzato sul 90% di quello medio. Tale flusso proveniva dai motori di ricerca, quindi visitatori casuali e cliccanti, mentre la percentuale mancante era quella proveniente dai social network, evidentemente frequentati da blogger, che come abbiamo ipotizzato, sono mediamente poco inclini al click. Questa diversa composizione percentuale potrebbe spiegare il fenomeno.
L’altro fenomeno riscontrato è quello dell’aumento del costo per click. Una interpretazione estremamente plausibile in proposito, viene da Traffyk, che sostiene:
“Gli annunci ci mettono un poco di tempo a correlarsi esattamente con il contenuto, e quindi forse anche per questo motivo un post fresco di giornata non è in grado di portare le conversioni che può portare un post esistente gia da qualche giorno.”
Se il pubblico cliccante è costituito da visitatori casuali alla ricerca di informazioni, effettivamente, la maggiore pertinenza degli annunci, oltre a contribuire al primo fenomeno, ovvero all’aumento del CTR, può essere anche la spiegazione dell’aumento del costo per click. Infatti, gli annunci generici che compaiono sulle home in cui si parla di diversi argomenti, molto spesso portano a pagine di prodotti a bassa redditività, annunci del servizio pubblico, cinicamente metto anche gli inviti a campagne di beneficenza, per i quali è lecito pensare un costo per click basso, mentre un annuncio relativo ad un prodotto estremamente specializzato, ad alta redditività, pur comparendo meno spesso, è ipotizzabile che sia meglio pagato.
Queste riflessioni possono essere utilizzate per calibrare la frequenza di posting per chi ha intenzione di far nascere un blog allo scopo di guadagnare online.
Faccio due esempi estremi: uno può essere il mio blog di ingegneria, dove la frequenza di posting è bassissima, superiore ai 30 giorni, ma dove, la specializzazione degli argomenti non attrae blogger, ma persone alla ricerca di informazioni specifiche, che cliccano volentieri su annunci che pagano bene; l’altro può essere un blog che pubblica decine di video simpatici ogni giorno, che quindi, in questo modo punta ad attrarre un vasto pubblico, magari poco incline a cliccare, magari con annunci pagati pochissimo, ma dove la massa di persone può portare a risultati economici interessanti.
E voi? cosa avete notato sull’argomento?
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Commenti...
Ottimo articolo, e grazie della citazione!!
“chi clicca sugli annunci sono i visitatori casuali”
Quoto in pieno, e aggiungo:
“più il navigatore è ignorante (nel senso buono della parola…non conosce il web) e più è portato a cliccare sulla pubblicità!!
Faccio un esempio:
Mio fratello ha 25 anni, ma non capisce niente di internet e di computer… beh, lui non riesce a distinguere un annuncio pubblicitario da un link normale!! Quando fà una ricerca su google, i primi click li fà sempre sugli annunci pubblicitari!! I miei lettori fossero tutti come mio fratello!!
Nei Simpsons mentre Homer è alle prese con internet esclama..
Ora rispondo a tutte le finestrelle aperte
Uhm.. vuoi il mio numero di carta di credito?? Bene!!
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Sempre altra citazione di grosso calibro.. questa volta Bart e Milhouse mentre stanno su internet trovano un banner:
Uh.. un banner luccicante, CLICCHIAMOLO!!
Ehehe credo che il concetto sia chiaro
centrato in pieno!
Qualche tempo fa sono rimasto a bocca aperta osservando un mio amico, poeta di mezza età, che utilizza internet alla ricerca di concorsi letterari. Lui non distingue assolutamente gli adsense e, soprattutto quelli omogenei con le pagine web, finisce per cliccarli tutti… quindi mi sa che yurj ha individuato la legge fondamentale n. 2 per gli adsense
Premesso che sto utilizzando Adsense da poco tempo, ho osservato dei fenomeni interessanti.
Sicuramente il numero di click non è proporzionale al numero di impressions, nè può essere messo in relazione con esso. Certo dal punto di vista statistico è chiaro che se un sito fa 100.000 impressions al giorno la probabilità di click è sicuramente maggiore rispetto ad uno che ne fa 4/500.
Comunque condivido la teoria relativa al potenziale utente: sono esclusivamente i visitatori occasionali (nuovi) provenienti da motore di ricerca e che, aggiungerei, non hanno ben chiaro cosa stiano cercando e, molto probabilmente, sono arrivati sulla pagina “per errore”.
A ciò però aggiungerei un dato interessante: ho notato che i giorni di maggiori click sono quelli in cui la “frequenza di rimbalzo” si attesta sul 70%.
Forse è un caso, però mi piacerebbe condividere esperienze in merito sul fenomeno …
Queste riflessioni possono essere utilizzate per calibrare la frequenza di posting per chi ha intenzione di far nascere un blog allo scopo di guadagnare online.
Il post è molto interessante ma questa frase è dal mio punto di vista errata creare un blog solo per guadagnare senza nessun scopo che non sia il profitto non porta a grandi risultati!
@isaac
sono pienamente d’accordo, infatti i siti amatoriali e, contemporaneamente molto settoriali, sono quelli con maggiori potenzialità, però c’è da pensare che molti cercano di creare una vera attività online, quindi disporre di spunti di riflessione basati sulle esperienze reali può aiutare a calibrare al meglio le attività.

# 19/3/2008 22:20